Domande sull’infanzia: da qui conviene cominciare
Ogni intervista che facciamo comincia dall’infanzia, e non è una scelta sentimentale. È che l’infanzia è l’unico periodo che quasi tutti raccontano volentieri: è lontano abbastanza da non fare più male, e nessuno ha niente da difendere.
C’è anche una ragione tecnica. I ricordi di quegli anni sono attaccati a cose fisiche, e le cose fisiche si descrivono senza sforzo: una stanza, una strada, un piatto, un gioco. Chi comincia descrivendo la cucina di casa sua, dopo dieci minuti sta raccontando di suo padre senza essersene accorto.
Per questo le domande qui sotto partono tutte da un luogo o da un oggetto, e mai da un sentimento.
26 domande, divise in 3 parti. Non serve farle tutte, e non serve farle in ordine.
La casa e i luoghi
- 1Com’era la casa in cui sei cresciuto? Descrivimela stanza per stanza, come se ci stessimo entrando adesso.
- 2In che stanza dormivi, e con chi?
- 3Qual era il posto della casa dove stavi più volentieri, e perché proprio quello?
- 4C’era una stanza in cui non si entrava, o in cui si entrava solo in certe occasioni?
- 5Che rumori si sentivano in casa la mattina presto?
- 6Cosa si vedeva dalla finestra della tua camera?
- 7Com’era la strada davanti a casa? Chi ci passava, chi ci abitava, cosa ci si faceva?
- 8Qual era il posto più lontano da casa in cui ti lasciavano andare da solo?
Le giornate e i giochi
- 9Racconta una giornata qualsiasi, dal risveglio alla sera. Non un giorno speciale: uno normale.
- 10A cosa giocavate, e con che cosa? Chi decideva le regole?
- 11Chi erano i tuoi amici, e come vi eravate conosciuti?
- 12C’è stato un gioco o un giocattolo a cui tenevi più di tutti? Che fine ha fatto?
- 13Cosa si mangiava in casa nei giorni normali, e cosa invece solo la domenica?
- 14Chi cucinava, e che odore c’era in cucina?
- 15Come si passavano le sere, prima che ci fosse la televisione o quando la televisione era una sola per tutto il quartiere?
- 16Cosa facevi quando pioveva e non si poteva uscire?
- 17Che cosa desideravi di più e non potevi avere?
Le persone e le prime volte
- 18Chi ti teneva quando i tuoi genitori lavoravano?
- 19C’era un adulto, fuori dalla famiglia, che per te contava? Un vicino, un maestro, un negoziante, un prete.
- 20Qual è la prima cosa che ricordi in assoluto? Anche se è solo un’immagine senza contorno.
- 21Qual è il primo giorno di scuola che ricordi, e chi ti ha accompagnato?
- 22Ti ricordi la prima volta che hai avuto paura sul serio?
- 23C’è stata una punizione che non hai mai dimenticato? E una che secondo te era ingiusta?
- 24Qual è stata la prima notizia del mondo grande che è entrata in casa vostra e che hai capito essere importante?
- 25Cosa ti dicevano che saresti diventato da grande, e cosa volevi diventare tu?
- 26Se potessi tornare per un’ora sola in un giorno della tua infanzia, quale sceglieresti?
Se la persona si blocca, il rimedio non è insistere: è cambiare oggetto. «E il bagno com’era?» ha sbloccato più conversazioni di qualsiasi domanda profonda.
Nel libro che scriviamo per i nostri clienti l’infanzia occupa i primi capitoli, ed è quasi sempre la parte che le famiglie rileggono di più. È lì che compaiono i nomi delle persone che nessuno nominava da trent’anni.
Aggiornato il 12 agosto 2026