Domande per l’intervista

Domande sulle radici di famiglia

È la parte del racconto che sparisce per prima, e non c’è modo di recuperarla dopo. Riguarda persone morte da decenni, che nessuno ha mai messo per iscritto e di cui restano al massimo due fotografie senza didascalia.

Chi oggi ha ottant’anni è l’ultimo che ha conosciuto di persona i nati a inizio Novecento. Quando quella generazione non c’è più, i bisnonni diventano nomi su un documento e nient’altro.

Queste domande servono a fissare i nomi, i luoghi e i mestieri finché c’è qualcuno che li sa. È la parte meno emotiva dell’intervista, e proprio per questo è un ottimo punto da cui cominciare.

26 domande, divise in 3 parti. Non serve farle tutte, e non serve farle in ordine.

Le persone prima di noi

  1. 1 Chi erano i tuoi nonni? Come si chiamavano per esteso, e che lavoro facevano?
  2. 2 Quali dei tuoi nonni hai conosciuto di persona, e che ricordo hai di loro?
  3. 3 Che carattere avevano? C’è un episodio che li descrive meglio di qualsiasi aggettivo?
  4. 4 Sai come si sono conosciuti i tuoi genitori, e chi ha fatto il primo passo?
  5. 5 C’era in famiglia qualcuno di cui si parlava a mezza voce? Cosa aveva fatto?
  6. 6 C’è un parente che è sparito dai discorsi di famiglia, e nessuno sa bene perché?
  7. 7 Qualcuno in famiglia ha fatto un mestiere che oggi non esiste più?
  8. 8 C’è qualcuno, nelle generazioni prima di te, di cui porti il carattere?
  9. 9 Sai se in famiglia c’è mai stato qualcuno che ha fatto qualcosa di cui si è parlato in paese?

Il posto da cui veniamo

  1. 10 Da che paese o quartiere viene la nostra famiglia?
  2. 11 Da quante generazioni stavamo lì, per quello che sai?
  3. 12 Com’era quel posto quando eri ragazzo? Quante case, che negozi, chi contava.
  4. 13 Perché a un certo punto qualcuno se n’è andato? Chi ha deciso, e chi è rimasto?
  5. 14 Chi è partito, dov’è andato e come teneva i contatti con chi restava?
  6. 15 Ci sono ancora parenti in quel posto? Ci sei più tornato?
  7. 16 C’era una casa di famiglia? Che fine ha fatto?

Nomi, oggetti e tradizioni

  1. 17 Da dove viene il nostro cognome, e ci sono altre famiglie con lo stesso nella zona?
  2. 18 Perché ti hanno dato il tuo nome? Era di qualcuno prima di te?
  3. 19 C’era un soprannome per la nostra famiglia? Chi lo aveva messo e perché?
  4. 20 C’è un oggetto passato di generazione in generazione? Chi ce l’ha adesso?
  5. 21 Che cosa si faceva a Natale, esattamente? E a Pasqua?
  6. 22 C’era un piatto che si preparava solo in occasioni speciali, e chi lo sapeva fare?
  7. 23 Ci sono parole o modi di dire che si usavano solo in casa nostra?
  8. 24 C’è una storia di famiglia che si è sempre raccontata, e che forse è anche un po’ leggenda?
  9. 25 C’è una fotografia di famiglia molto vecchia? Sai dirmi chi sono tutte le persone che ci stanno dentro?
  10. 26 Chi era il parente più originale che abbiamo avuto?

Un accorgimento che vale oro: mentre si parla, scrivete i nomi propri. Non fidatevi della registrazione, perché i nomi di paese e i cognomi antichi sono la cosa che nessuna trascrizione riesce a ricostruire. Fateli sillabare.

Se ci sono fotografie vecchie, tiratele fuori durante questa conversazione. Una foto in mano fa emergere nomi che a memoria non sarebbero mai usciti, ed è il momento buono per scrivere sul retro chi c’è, dove e quando.

Aggiornato il 12 agosto 2026

Se il racconto vale un libro

Conduciamo noi l’intervista, scriviamo il libro e ve lo consegniamo a casa, con la copertina rigida. Chi racconta non deve scrivere una riga.

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