Il metodo

Come trasformiamo un racconto in un libro

Raccogliere due ore di ricordi è la parte che riesce a chiunque. Farne un libro che la famiglia riconosce come la voce di quella persona, no: è lì che si ferma quasi chi ci prova da solo, e lì si vede la differenza fra un lavoro fatto e uno improvvisato.

Il metodo che usiamo è nato scrivendo libri veri per famiglie vere, e correggendolo ogni volta che una pagina non veniva riconosciuta da chi l’aveva raccontata. Non è un segreto: queste tre pagine lo spiegano per intero.

Perché lo raccontiamo

Perché sapere come si fa non è la stessa cosa che farlo. Chi legge queste pagine e decide di provarci per conto suo ha in mano qualcosa di utile, e ci fa piacere: il nostro mestiere è che le storie non si perdano, non che si perdano da soli.

E chi decide di farlo fare a noi sa esattamente cosa stiamo facendo al racconto di suo padre, e perché. È l’unico modo onesto di vendere un lavoro che si giudica solo alla fine.

Se il racconto vale un libro

Conduciamo noi l’intervista, scriviamo il libro e ve lo consegniamo a casa, con la copertina rigida. Chi racconta non deve scrivere una riga.

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