Domande per l’intervista

Domande sui figli e sull’essere genitori

È il blocco in cui chi fa le domande si trova, all’improvviso, dentro le risposte. Sentirsi descrivere da bambino da chi ci ha cresciuto è una cosa che quasi nessuno ha mai provato, e spesso è il momento in cui l’intervista diventa qualcos’altro.

Le risposte migliori arrivano quando si chiede il dettaglio fisico di un giorno preciso, non il sentimento generale. «Che ore erano quando sono nato, e chi c’era» produce una scena. «Cosa hai provato» produce una frase fatta.

Vale la pena chiedere anche delle cose difficili: le paure, i pentimenti, i periodi in cui non tornavano i conti. Sono le pagine che i figli rileggono.

26 domande, divise in 3 parti. Non serve farle tutte, e non serve farle in ordine.

L’attesa e la nascita

  1. 1Che cosa hai pensato quando hai saputo che aspettavate il primo figlio?
  2. 2Come lo avete detto ai vostri genitori?
  3. 3Racconta il giorno della nascita: che ore erano, chi c’era, che tempo faceva.
  4. 4Come avete scelto i nomi?
  5. 5A chi somigliava, appena nato?
  6. 6Che paura avevi, in quei primi giorni, che non hai detto a nessuno?
  7. 7Come sono cambiate le vostre giornate da un giorno all’altro?
  8. 8Chi ti ha dato una mano nei primi mesi?
  9. 9Che cosa non sapevi fare e hai dovuto imparare in fretta?

Crescerli

  1. 10Che bambini eravamo, ognuno di noi? Descrivici uno per uno.
  2. 11C’è un episodio di quando eravamo piccoli che racconti sempre volentieri?
  3. 12Cosa hai fatto diversamente da come lo avevano fatto i tuoi genitori con te?
  4. 13Su cosa eri severo, e su cosa invece lasciavi correre?
  5. 14Chi di noi ti ha dato più filo da torcere?
  6. 15Come facevate quadrare tutto, con il lavoro e i soldi che c’erano?
  7. 16C’è una volta in cui hai avuto davvero paura per uno di noi?
  8. 17Qual è stata la vacanza o la giornata in famiglia che ricordi meglio?

Lasciarli andare

  1. 18Com’è stato il giorno in cui il primo di noi se n’è andato di casa?
  2. 19Che cosa hai pensato la prima volta che hai visto uno di noi diventare genitore?
  3. 20C’è una cosa che avresti voluto dirci e non ci hai mai detto?
  4. 21C’è qualcosa di cui ti sei pentito, come genitore?
  5. 22Che cosa ti rende più orgoglioso di noi?
  6. 23Che rapporto hai con i nipoti, e in cosa è diverso da quello che avevi con noi?
  7. 24Che cosa vorresti che i tuoi nipoti sapessero di te?
  8. 25C’è una cosa che ci hai insegnato di proposito e speri sia rimasta?
  9. 26Come è cambiato il tuo modo di essere genitore fra il primo e l’ultimo figlio?

Se siete più fratelli, fate questa parte da soli, non tutti insieme. Con un solo figlio davanti si racconta molto di più: in gruppo si tende a dare a ciascuno la sua porzione di torto e di ragione, e il racconto diventa diplomatico.

Preparatevi anche a sentire cose che non vi aspettate su voi stessi. Capita spesso, ed è il motivo per cui vale la pena registrare invece di prendere appunti: sul momento non si è lucidi abbastanza per scrivere.

Aggiornato il 12 agosto 2026

Se il racconto vale un libro

Conduciamo noi l’intervista, scriviamo il libro e ve lo consegniamo a casa, con la copertina rigida. Chi racconta non deve scrivere una riga.

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