Domande per l’intervista

Le domande da fare a tua madre, prima che sia tardi

Di nostra madre conosciamo la versione che ci è arrivata a tavola: qualche episodio ripetuto negli anni, sempre con le stesse parole, e un gran silenzio intorno. Della ragazza che è stata prima di diventare madre, di solito, non sappiamo quasi niente.

Queste domande servono a quello. Non sono un questionario da compilare: sono spunti da usare uno alla volta, in una conversazione vera, magari mentre si fa altro. Il consiglio che diamo a tutti è di partire dai luoghi e dagli oggetti, mai dai sentimenti: chiedere «com’era la cucina di casa tua» apre molto più di «eri felice da bambina».

Se qualcuna la mette a disagio, si salta e si torna più avanti. Il punto non è coprirle tutte.

28 domande, divise in 4 parti. Non serve farle tutte, e non serve farle in ordine.

Prima che fosse tua madre

  1. 1 Che bambina eri? Vivace, timida, dispettosa?
  2. 2 Che cosa ti dicevano di fare e di non fare, che a un maschio non avrebbero detto?
  3. 3 Com’era tua madre alla tua età, per quello che ne sai?
  4. 4 C’è stato un momento in cui hai capito che tipo di donna volevi diventare?
  5. 5 Che lavoro avresti voluto fare, se avessi potuto scegliere senza pensare a nient’altro?
  6. 6 Come ti vestivi a vent’anni, e chi decideva cosa potevi metterti?
  7. 7 Qual è la cosa più coraggiosa che hai fatto prima dei venticinque anni?

Gli anni della sua libertà

  1. 8 Qual è stata la prima volta che hai dormito fuori casa da sola?
  2. 9 Il primo stipendio: quanto era, e come lo hai speso?
  3. 10 Dove uscivate il sabato, e con chi?
  4. 11 Chi era la tua amica del cuore, e vi sentite ancora?
  5. 12 Com’è andata la prima volta che ti sei innamorata?
  6. 13 Come hai conosciuto papà? Voglio la versione lunga, non quella che raccontate sempre.
  7. 14 C’è stata una persona che avresti potuto sposare e non hai sposato?
  8. 15 Che cosa hai lasciato indietro per costruire la famiglia che hai costruito?

Diventare madre

  1. 16 Che cosa hai pensato quando hai saputo che aspettavi il primo figlio?
  2. 17 Com’è stato il giorno in cui sono nato io? Chi c’era, che ore erano, che tempo faceva?
  3. 18 Che paura avevi, all’inizio, che non hai detto a nessuno?
  4. 19 Qual è la cosa più difficile di essere madre che nessuno ti aveva detto?
  5. 20 Che cosa hai fatto diversamente da come l’aveva fatto tua madre con te?
  6. 21 C’è una cosa di cui ti sei pentita, come madre?
  7. 22 Qual è stato il periodo più felice della nostra famiglia, secondo te?

Quello che le resta da dire

  1. 23 C’è qualcosa di te che pensi che io non sappia?
  2. 24 Qual è la decisione di cui vai più fiera?
  3. 25 Che cosa hai imparato tardi, che ti sarebbe servito sapere prima?
  4. 26 Quando pensi alla parola casa, che posto ti viene in mente?
  5. 27 C’è una persona che vorresti ringraziare e non hai mai ringraziato?
  6. 28 Che cosa vorresti che i tuoi nipoti sapessero di te, quando non ci sarai più?

Un avvertimento pratico, da chi fa queste conversazioni tutti i giorni: registra. Non prendere appunti, non fidarti della memoria. Basta il telefono appoggiato sul tavolo con il registratore acceso, e dirle prima che lo stai facendo. Dopo un anno non ricorderai le parole esatte, e le parole esatte sono la cosa che conta.

Se ti accorgi che il racconto vale più di una chiacchierata, esiste anche la strada di farlo diventare un libro vero, con qualcuno che conduce l’intervista al posto tuo. È il nostro mestiere.

Aggiornato il 12 agosto 2026

Se il racconto vale un libro

Conduciamo noi l’intervista, scriviamo il libro e ve lo consegniamo a casa, con la copertina rigida. Chi racconta non deve scrivere una riga.

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