Domande per l’intervista

Le domande sul lascito, con cui si chiude

Con questo blocco chiudiamo tutte le nostre interviste, e conviene tenerlo per ultimo anche in una conversazione in famiglia. Chi ha raccontato per due ore, arrivato qui, dà le risposte più precise dell’intera sessione: ha già ripercorso tutto, e sa cosa conta.

Sono anche le domande che quasi nessuno si sente fare mai. Nessuno chiede a un padre di ottant’anni cosa vuole che i nipoti sappiano di lui, e quando gliela si chiede quasi sempre risponde subito, come se avesse la risposta pronta da tempo.

Non è una parte da fare di fretta. Bastano venti minuti, ma vanno lasciati vuoti.

25 domande, divise in 3 parti. Non serve farle tutte, e non serve farle in ordine.

Il bilancio

  1. 1 Se dovessi dire in una frase che vita hai avuto, come la diresti?
  2. 2 Qual è stato il giorno più bello?
  3. 3 Di quale decisione vai più fiero?
  4. 4 Che cosa rifaresti esattamente uguale?
  5. 5 Che cosa ti dispiace di non aver fatto?
  6. 6 C’è una cosa che hai capito tardi e che ti sarebbe servita prima?
  7. 7 Che cosa pensavi che fosse importante a trent’anni e non lo è affatto?
  8. 8 C’è stato un momento in cui hai capito di essere felice mentre lo eri?
  9. 9 Che cosa diresti oggi a te stesso a vent’anni?

Le persone

  1. 10 A chi devi di più?
  2. 11 C’è qualcuno che vorresti ringraziare e non hai mai ringraziato?
  3. 12 C’è qualcuno con cui vorresti fare pace?
  4. 13 Chi è stata la persona più in gamba che hai conosciuto, e perché?
  5. 14 Che cosa hai imparato dai tuoi genitori che stai passando avanti senza accorgertene?
  6. 15 C’è qualcuno che si è fidato di te quando nessun altro lo faceva?
  7. 16 Chi ti ha voluto bene senza chiederti niente in cambio?

Quello che resta

  1. 17 Che cosa vuoi che ci ricordiamo di te?
  2. 18 C’è una cosa che vorresti dire ai tuoi nipoti, e che magari a voce non diresti?
  3. 19 Che consiglio daresti a un ragazzo di vent’anni oggi, sapendo che non ti darà retta?
  4. 20 Che cosa deve sapere questa famiglia, per restare una famiglia?
  5. 21 C’è un oggetto in questa casa che vuoi che resti a qualcuno in particolare, e sa perché?
  6. 22 Se questo racconto lo leggesse un pronipote fra cinquant’anni, cosa vorresti che capisse?
  7. 23 C’è una domanda che avrei dovuto farti e non ti ho fatto?
  8. 24 Che cosa vorresti fosse scritto sulla prima pagina di questo racconto?
  9. 25 Se dovessi lasciare una sola frase, quale lasceresti?

L’ultima domanda dell’elenco, «c’è una domanda che avrei dovuto farti e non ti ho fatto», è quella che nella nostra esperienza rende di più in assoluto. Fatela sempre, anche se sembra strana, e poi state zitti.

Nel libro che consegniamo, questa parte diventa il capitolo di chiusura, ed è scritta con le parole esatte di chi ha raccontato, senza sistemarle. È la pagina che le famiglie leggono ad alta voce.

Aggiornato il 12 agosto 2026

Se il racconto vale un libro

Conduciamo noi l’intervista, scriviamo il libro e ve lo consegniamo a casa, con la copertina rigida. Chi racconta non deve scrivere una riga.

Parliamone