Domande per l’intervista

Domande sul lavoro e sul mestiere

Per molte persone, e per gli uomini della generazione oggi più anziana quasi sempre, il lavoro è la parte della vita di cui parlano più volentieri. È il terreno su cui si sono sentite capaci, e quindi quello su cui si aprono senza difendersi.

È anche la parte che fa emergere il maggior numero di mestieri, attrezzi e modi di fare che oggi non esistono più. Sono dettagli che sembrano tecnici e invece sono la cosa che, riletta fra vent’anni, restituisce meglio un’epoca.

Se la conversazione con una persona chiusa non decolla, è da qui che conviene ripartire.

26 domande, divise in 3 parti. Non serve farle tutte, e non serve farle in ordine.

L’inizio

  1. 1 Qual è stato il tuo primo lavoro, e quanti anni avevi?
  2. 2 Come lo hai trovato? Te lo ha procurato qualcuno?
  3. 3 Quanto guadagnavi, e come lo hai speso il primo stipendio?
  4. 4 Chi ti ha insegnato il mestiere, e com’era come persona?
  5. 5 Qual è stato il primo errore serio che hai fatto sul lavoro, e come è andata a finire?
  6. 6 Che orari facevi, e quanto ci mettevi ad arrivarci?
  7. 7 Ti piaceva, quel lavoro, o lo facevi perché serviva?
  8. 8 Che cosa ti hanno detto il primo giorno che non hai più dimenticato?
  9. 9 Come si trovava lavoro allora, e quanto era diverso da oggi?

Il mestiere

  1. 10 Descrivimi una tua giornata tipo di lavoro, dal primo gesto della mattina.
  2. 11 Con che attrezzi o macchine lavoravi? Ci sono ancora?
  3. 12 Cosa sapevi fare che oggi quasi nessuno sa più fare?
  4. 13 Chi erano i tuoi colleghi? Ce n’è qualcuno che è diventato un amico per la vita?
  5. 14 C’era qualcuno che rendeva le giornate difficili? Come lo gestivi?
  6. 15 Qual è il lavoro di cui vai più fiero? Si può ancora vedere da qualche parte?
  7. 16 C’è stato un periodo in cui hai pensato di mollare tutto?
  8. 17 Hai mai cambiato mestiere? Che cosa ti ha fatto decidere?

I soldi e la fine

  1. 18 Quando hai cominciato a stare tranquillo con i soldi, se è successo?
  2. 19 Qual è stata la prima cosa importante che ti sei potuto permettere?
  3. 20 C’è stato un momento in cui i conti non tornavano? Come ne sei uscito?
  4. 21 Che rapporto avevi con il risparmio, e da chi lo hai imparato?
  5. 22 Com’è stato l’ultimo giorno di lavoro?
  6. 23 Cosa ti è mancato di più, dopo?
  7. 24 Se dovessi dare un consiglio di lavoro a un ragazzo di oggi, quale sarebbe?
  8. 25 C’è qualcuno che hai formato tu, e che poi ha fatto strada?
  9. 26 Che cosa pensi del modo in cui si lavora adesso?

Chiedete di descrivere i gesti, non solo di nominare le mansioni. «Come si faceva, esattamente?» è la domanda che trasforma un elenco di impieghi in un racconto: le mani si ricordano cose che la testa ha dimenticato.

Se esiste ancora qualcosa di fatto da lui, andate a vederlo o guardatene una foto insieme. È il momento in cui di solito escono le storie migliori.

Aggiornato il 12 agosto 2026

Se il racconto vale un libro

Conduciamo noi l’intervista, scriviamo il libro e ve lo consegniamo a casa, con la copertina rigida. Chi racconta non deve scrivere una riga.

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