Le domande da fare a tuo padre
Con i padri capita spesso la stessa cosa: si arriva a cinquant’anni sapendo che lavoro faceva, e quasi nient’altro. Non perché non ci fosse, ma perché di sé non parlava, e a nessuno è venuto in mente di chiedere finché c’era tempo.
Queste domande sono pensate per quello. Con gli uomini della generazione che oggi ha settanta o ottant’anni funziona una cosa in particolare: si comincia dal lavoro e dalle cose concrete, mai dai sentimenti. Il lavoro è il terreno su cui si sentono sicuri, e da lì si arriva a tutto il resto.
Non aspettarti risposte lunghe subito. Le prime saranno secche: è normale, e cambia dopo la prima mezz’ora.
28 domande, divise in 4 parti. Non serve farle tutte, e non serve farle in ordine.
Il ragazzo che era
- 1 Che ragazzo eri? Come ti avrebbero descritto i tuoi compagni?
- 2 Che cosa ti aspettavano i tuoi che facessi?
- 3 Qual è la cosa più incosciente che hai fatto da giovane?
- 4 Che rapporto avevi con tuo padre? Vi parlavate?
- 5 C’era una cosa che facevi solo tu, che nessuno in famiglia capiva?
- 6 Come immaginavi la tua vita, a vent’anni?
- 7 Chi era il tuo migliore amico allora, e che fine ha fatto?
Il lavoro
- 8 Come sei arrivato a fare il lavoro che hai fatto? È stata una scelta o è capitato?
- 9 Chi ti ha insegnato il mestiere?
- 10 Che cosa sapevi fare che oggi non sa più fare quasi nessuno?
- 11 C’è qualcosa che hai fatto con le tue mani e che è ancora in piedi?
- 12 C’è stato un capo, o un collega, che ti ha segnato in bene o in male?
- 13 Qual è il momento in cui hai pensato di mollare tutto?
- 14 C’è una cosa del tuo lavoro che ti manca ancora?
La famiglia, dal suo lato
- 15 Come hai conosciuto la mamma, e cosa ti ha colpito di lei?
- 16 Che cosa hai pensato quando hai saputo che stavo per nascere?
- 17 Com’è stato il giorno in cui sono nato? Dov’eri, cosa hai fatto?
- 18 Che padre pensavi che saresti stato, e che padre pensi di essere stato?
- 19 Che cosa hai fatto diversamente da tuo padre, di proposito?
- 20 C’è stato un periodo in cui eri poco a casa? Come lo hai vissuto tu?
- 21 Che cosa ti sei tenuto per te, per non farci preoccupare?
Quello che non ha mai detto
- 22 C’è una cosa di te che credi che io non sappia?
- 23 Di che cosa hai avuto paura, negli anni in cui sembravi non avere paura di niente?
- 24 Qual è la decisione più difficile che hai preso per la famiglia?
- 25 C’è qualcosa che avresti voluto dirci e non ci hai mai detto?
- 26 Di che cosa sei più orgoglioso, di tutta la tua vita?
- 27 C’è un rapporto che si è rotto e che avresti voluto ricucire?
- 28 Che cosa vuoi che ti ricordino i tuoi nipoti?
Se le risposte restano corte, non insistere sulla stessa domanda: cambia oggetto. Con i padri funziona quasi sempre tirare fuori qualcosa di fisico, una fotografia, un attrezzo, il libretto di lavoro. Davanti a un oggetto parlano molto più che davanti a una domanda.
E lascia stare i silenzi. Tre secondi senza dire niente, dopo una risposta breve, ottengono più di qualsiasi rilancio: quasi tutti riprendono da soli, e quello che aggiungono è la parte che valeva la pena aspettare.
Aggiornato il 12 agosto 2026