Le domande da farsi, se la storia da raccontare è la tua
Non sempre la storia da raccogliere è quella di qualcun altro. Molte persone, verso i settant’anni, sentono che vorrebbero lasciare qualcosa di scritto ai figli o ai nipoti, e non sanno da che parte prendere la cosa.
Il problema di chi scrive di sé non è la memoria: è che si giudica mentre ricorda. Si scarta un episodio perché sembra poco importante, se ne cerca uno più degno, e alla terza pagina ci si ferma. Le domande qui sotto servono proprio a togliere quel filtro: rispondere a una domanda precisa è molto più facile che decidere cosa merita di essere raccontato.
Il consiglio pratico è di rispondere a voce, registrandosi, invece che scrivendo. Si va tre volte più veloci e il risultato somiglia molto di più a come si parla davvero.
27 domande, divise in 4 parti. Non serve farle tutte, e non serve farle in ordine.
Da dove vieni
- 1 Descrivi la casa in cui sei cresciuto, stanza per stanza.
- 2 Chi erano i tuoi genitori, non come ruolo ma come persone?
- 3 Che bambino eri, secondo chi ti ha visto crescere?
- 4 Qual è il primo ricordo che hai in assoluto?
- 5 Che cosa si aspettavano da te, in famiglia?
- 6 C’è un episodio della tua infanzia che spiega molto di come sei diventato?
- 7 Chi, fuori dalla famiglia, ha contato per te da ragazzo?
Le svolte
- 8 Qual è stata la prima decisione importante che hai preso da solo?
- 9 C’è stato un incontro che ha cambiato la direzione della tua vita?
- 10 Qual è il rischio più grosso che ti sei preso?
- 11 C’è stata una porta che si è chiusa e che oggi consideri una fortuna?
- 12 Qual è stato il periodo più difficile, e come ne sei uscito?
- 13 Che cosa hai lasciato indietro per ottenere quello che hai ottenuto?
- 14 Se ci fosse stato un bivio diverso, quale avresti preso?
Quello che hai costruito
- 15 Di quale cosa fatta con le tue mani vai più fiero?
- 16 Che cosa sai fare che pochi altri sanno fare?
- 17 Chi ti ha insegnato le cose che contano davvero?
- 18 Qual è stato il momento in cui ti sei sentito al posto giusto?
- 19 Che cosa hai costruito che ti sopravviverà?
- 20 C’è qualcosa che hai cominciato e non hai finito?
- 21 Che cosa ti dà ancora soddisfazione oggi?
Quello che vuoi lasciare
- 22 Che cosa vorresti che i tuoi figli sapessero e non sanno?
- 23 C’è una cosa che non hai mai raccontato a nessuno e che vorresti mettere per iscritto?
- 24 Che cosa hai imparato che vale la pena passare avanti?
- 25 A chi devi di più, e glielo hai mai detto?
- 26 Che cosa vuoi che pensino di te fra cinquant’anni?
- 27 Se potessi scrivere una sola pagina per i tuoi nipoti, cosa ci metteresti?
Non partire dall’inizio. È l’errore che ferma quasi tutti: si comincia dalla nascita, si arriva alle elementari e si molla. Parti dal capitolo che ti viene più facile, anche se sta a metà della vita, e metti in ordine dopo.
E non giudicare mentre racconti. Gli episodi che sembrano minori sono quasi sempre quelli che i figli rileggono: nessuno si commuove su una data, tutti si commuovono sul particolare che credevi irrilevante.
Aggiornato il 12 agosto 2026